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Risarcimento per infezione ospedaliera: quando è possibile e cosa serve
Un'infezione contratta durante un ricovero può dare diritto al risarcimento quando ha causato un danno grave o la morte, e la struttura non dimostra di aver fatto tutto il necessario per prevenirla.
- Medici legali e avvocati esaminano insieme il caso
- Si può iniziare anche senza la cartella clinica
- Una risposta chiara, anche se il caso non è fondato

Le infezioni che ci vengono raccontate più spesso
Spesso il nome dell'infezione o del batterio si legge per la prima volta in un referto o nella lettera di dimissione. Ecco cosa significano e cosa si può verificare.
Sepsi o shock settico
La reazione grave a un'infezione, che può portare al ricovero in terapia intensiva o alla morte.
ApprofondisciBatteri resistenti
Klebsiella, KPC, «resistente ai carbapenemi»: cosa significa trovarli nei referti.
ApprofondisciClostridioides difficile
Diarrea e colite dopo una terapia antibiotica, durante o dopo un ricovero.
ApprofondisciDopo un intervento
Un'infezione della ferita o della protesi, riconosciuta tardi o curata male.
Racconta il ricoveroCatetere o ventilazione
Infezioni urinarie, del sangue o polmoniti legate a cateteri e dispositivi.
Racconta il ricoveroIn RSA o casa di riposo
Infezioni e piaghe in struttura: cosa deve garantire una RSA e cosa chiedere.
ApprofondisciTre elementi devono esserci insieme
- 1 · L'origine
L'infezione è collegata alle cure
È comparsa durante il ricovero o dopo un intervento, e non c'era al momento dell'ingresso.
- 2 · Il danno
Ha causato un danno serio
Il decesso, un danno permanente, un forte peggioramento o un nuovo intervento.
- 3 · La prevenzione
La struttura non dimostra di aver fatto il dovuto
Non prova di aver adottato e applicato, per quel paziente, le misure di prevenzione e di cura richieste.
Secondo l'Istituto superiore di sanità circa il 35-55% delle infezioni correlate all'assistenza si può prevenire: molte, ma non tutte. Per questo serve sempre una valutazione del singolo caso.
Cassazione 6386/2023 e 24916/2026Spetta alla struttura dimostrare di aver prevenuto l'infezione
Per la Cassazione la struttura deve dimostrare di aver adottato le cautele previste dalle norme e dalle buone pratiche. Non bastano un certificato di pulizia del posto letto o la profilassi antibiotica: contano le misure legate al singolo caso. Il medico legale verifica in particolare:
- Quando e dove è nata l'infezioneTempi rispetto al ricovero o all'intervento, punto del corpo, tipo di germe.
- La prevenzioneIgiene, cateteri e ferite, isolamento dei pazienti con germi resistenti.
- Le cureTempi della diagnosi, esami colturali, terapia antibiotica.
- Il collegamento con il dannoQuanto l'infezione ha inciso, rispetto alle condizioni del paziente.
La famiglia, da parte sua, deve dimostrare che con ogni probabilità l'infezione è nata durante le cure e ha causato o aggravato il danno.
I documenti che servono
- Cartella clinica completa, con diario medico e infermieristico
- Schede di terapia, con antibiotici e orari
- Esami colturali con data e ora, antibiogrammi e tamponi
- Lettera di dimissione o certificato di morte
La struttura deve consegnare la cartella entro 7 giorni dalla richiesta. Non l'hai ancora? Puoi iniziare lo stesso.
Come chiedere la cartella clinicaFamiliari e tempi
- Il paziente, o gli eredi per i suoi danniContro ospedale, clinica o RSA10 anni
- I familiari per il proprio dannoContro ospedale, clinica o RSA5 anni
Sono i termini di regola: possono essere più lunghi se il fatto è un reato. Vanno verificati da un avvocato sui documenti. Chi può chiedere il risarcimento
Dalla prima telefonata alla richiesta di risarcimento
- 1Oggi
Ci racconti il caso
Con parole semplici: la struttura, il periodo, cosa è successo. Non servono termini tecnici né tutti i documenti.
- 2Primo contatto
Ricostruiamo i fatti
Entro 24 ore una persona del team ti ricontatta, ricostruisce con te la cronologia e ti dice quali documenti chiedere.
- 3Analisi
Valutazione medico-legale
Medici legali e avvocati esaminano la documentazione e verificano se ci sono gli elementi per procedere.
- 4Percorso
La richiesta alla struttura
Se ci sono gli elementi, si parte. Prima di una causa la legge prevede una consulenza tecnica davanti al giudice o una mediazione.
Se non ci sono gli elementi, te lo diciamo con chiarezza. La prima valutazione è senza impegno e le condizioni economiche ti vengono spiegate per iscritto prima di iniziare.
Racconta il casoRacconta il ricovero. Partiamo da lì.
Nove domande brevi sul ricovero e sull'infezione, poi i tuoi contatti: ti ricontattiamo entro 24 ore. Medici legali e avvocati valutano se l'infezione si poteva prevenire o curare in tempo.
- Medici legali e avvocatiValutano insieme il caso, fin dall'inizio
- Analisi dei documentiCartella clinica, esami colturali, cause del decesso
- Condizioni chiareSpiegate per iscritto prima di iniziare
- In tutta ItaliaOspedali pubblici e privati, cliniche e RSA
Quanto costa? La prima valutazione è senza impegno. Se il caso viene seguito, le condizioni economiche ti vengono spiegate per iscritto prima di iniziare.
Meglio non aspettare. La legge prevede dei termini per chiedere il risarcimento, e la cartella clinica va richiesta per tempo.
Le domande più comuni sulle infezioni ospedaliere
Raccontaci il ricovero: ti diciamo quali documenti servono e se ha senso una valutazione.
Se l'infezione è stata presa in ospedale, l'ospedale deve sempre risarcire?
No. La responsabilità non è automatica: alcune infezioni si verificano anche quando tutto è stato fatto correttamente. La struttura risponde se non dimostra di aver adottato e applicato, per quel paziente, le misure di prevenzione dovute.
Cosa deve dimostrare la famiglia?
Il ricovero, la comparsa dell'infezione dopo l'ingresso e il collegamento con il danno o il decesso. Vale il criterio civile del «più probabile che non»: non serve la certezza assoluta.
Dopo quanti giorni dalle dimissioni un'infezione si considera ospedaliera?
Non c'è un numero fisso valido per tutti i casi. Dipende dal tipo di infezione, dai tempi di incubazione e dalle cure ricevute: lo valuta il medico legale.
Il paziente era anziano e già malato: si può chiedere lo stesso?
Sì. Età e malattie contano per capire quanto l'infezione abbia inciso, ma proprio i pazienti fragili hanno diritto a una prevenzione più attenta.
Vale anche per le RSA?
Sì, la legge si applica anche alle strutture sociosanitarie. Nei casi in RSA va capito anche se l'infezione è nata in struttura o durante un ricovero in ospedale.
Quanto costa far valutare il caso?
La prima valutazione è senza impegno. Se il caso viene seguito, le condizioni economiche sono spiegate per iscritto prima di iniziare.
Altre informazioni utili
Chi ha scritto e verificato
- Testo
- Redazione Equilex
- Aggiornato
Fonti
- Legge 8 marzo 2017, n. 24, testo vigente (Normattiva), artt. 4, 7 e 8
- Corte di cassazione, sez. III civile, sentenza 3 marzo 2023, n. 6386
- Corte di cassazione, sez. III civile, ordinanza 1° settembre 2026, n. 24916
- Istituto superiore di sanità, EpiCentro: infezioni correlate all’assistenza
Le informazioni di questa pagina sono generali e non sostituiscono una consulenza. Ogni caso richiede l’esame della documentazione clinica e una valutazione medico-legale.
